Là dove c’erano baracche sta sorgendo un nuovo parco, son spazi per lo sport, il relax, il tempo libero, percorsi pedonali, aree a verde. Entro l’estate il parco urbano di Salita Tremonti cambierà il volto di questa zona di Giostra, diventando un altro simbolo di un modello di risanamento che va oltre la ricollocazione abitativa. Nell’area c’è una vecchia chiesa che presenta alcune parti risalenti agli anni precedenti al terremoto del 1908. La chiesetta è riconducibile alla cappella di Fondo Basile che col tempo però è stata circondata da baracche ed è diventata abitazione e negozio. E’ stata trovata in pessime condizioni ed il soppalco pieno di suppellettili di ogni genere. L’immobile non sarà demolito.
Il video servizio di Tempostretto
La baracca in legno costruita subito dopo il terremoto del 1908 è in fase di restauro. L’obiettivo è preservare la memoria della capacità di rinascita dei messinesi e portare avanti un metodo di risanamento che va oltre l’assegnazione degli alloggi ma guarda alla rigenerazione del territorio.
Nel servizio video di Tempostretto l’approfondimento sul restauro
La Struttura Commissariale ed Invitalia soggetto attuatore stanno puntando ad un nuovo modello di risanamento: complessi residenziali realizzati con tecnologie innovative adottate in tutta Europa e secondo criteri di elevata sostenibilità ambientale.
Ecco come si stanno costruendo.
Il video servizio di Tempostretto.
Prima dell’arrivo delle ruspe ci sono una serie di passaggi, ed anche dopo che la baracca viene buttata giù scattano le operazioni di bonifica, soprattutto a causa dell’enorme quantità di amianto presente. Nel video servizio di Messina Today viene spiegato il “dietro le quinte” attraverso l’intervista con il responsabile di cantiere dell’impresa Cericola Daniele Picci.
Il restauro della baracca storica nel servizio andato in onda sulla Rai, Tgr Sicilia il 6 marzo 2026. La baracca in legno, risalente all’immediato post terremoto del 1908, rappresenta una testimonianza delle strutture realizzate per dare ricovero alle famiglie rimaste senza casa e faceva parte di quei baraccamenti provvisori sorti con l’intento di garantire un riparo sicuro a breve termine e che invece sono rimasti per decenni. Anche se oggi, più di un secolo dopo, si presenta in pessime condizioni e con evidenti successive alterazioni e superfetazioni, risulta ancora riconducibile alla tipologia di baracche realizzate subito dopo il sisma sia a Messina che a Reggio Calabria. L’obiettivo è quindi quello di riportare la baracca ai suoi caratteri originari restituendole il valore storico. Le parti originarie pur in cattivo stato di conservazione saranno oggetto di accurati interventi di restauro mentre là dove non sarà possibile mantenere gli elementi originari saranno sostituiti con altri uguali per forma, dimensioni e materiali. Tutti gli elementi estranei e successivi alla costruzione originaria del 1909 saranno rimossi.
“Il restauro della baracca dell’Annunziata è un progetto che sta molto a cuore al presidente Schifani- dichara il sub commissario al risanamento Santi Trovato– per il suo alto valore storico e simbolico. Il nostro obiettivo è quello di restituire alla città una testimonianza di come, di fronte alla tragedia, i messinesi si siano rialzati dando prova di resilienza e coraggio. Il recupero di quella baracca che fu riparo per gli sfollati è un modo per mantenere sempre viva la memoria delle nostre radici e della nostra storia”.
IL LINK DELL’EDIZIONE DELLE 19.30 DEL 6 MARZO 2026
Entro metà febbraio andrà in gara il progetto esecutivo per l’Anfiteatro di Camaro San Paolo. Una struttura da circa 500 posti e che potrà ospitare eventi, spettacoli, attività di aggregazione sociale. Una realtà che diventerà il cuore del quartiere: dal degrado alla rigenerazione.
L’articolo su La Sicilia

La Struttura Commissariale al risanamento guidata dal presidente della Regione Renato Schifani sta provvedendo ai lavori di manutenzione delle prime due case confiscate alla mafia e destinate alle famiglie provenienti dalle baraccopoli. Entro il 2026 saranno otto. L’articolo sull’edizione de La Sicilia.

Nel 2026 la baracca in legno “simbolo” di quelle realizzate subito dopo il terremoto del 1908 che rase al suolo Messina sarà riqualificata a ricordo di una città che si è saputa rialzare dopo la tragedia. Alla vigilia dell’anniversario del sisma il Corriere della Sera ha dedicato un articolo alle attività di risanamento che stanno cambiando il volto della città.
Il 2026 inizia con una buona notizia per l’Anfiteatro di Camaro San Paolo. Nei prossimi giorni sarà completata la validazione del progetto esecutivo ed a gennaio si potrà procedere con l’appalto da 1,9 milioni per l’anfiteatro e gli spazi destinati alla fruizione.
Ampio articolo su Gazzetta del sud a questo link
Dopo Fondo Basile, dove sono già stati avviati i lavori per la realizzazione di 60 nuovi alloggi green dal 2026 sarà la volta di Fondo Saccà. Nelle prossime settimane infatti sarà completato il piano di bonifica ed a gennaio si procederà con la consegna dei lavori per altri 44 appartamenti con la stessa tecnologia sostenibile.
L’articolo di Messina Today a questo link