La storia della piccola che è stata la prima, con la sua famiglia, ad avere le chiavi di una nuova vita, di una nuova casa, giovedì 5 giugno, al Comune nella seconda giornata dedicata alle consegne delle chiavi ai nuclei familiari di via Quinto Ennio nel rione Taormina. La sua gioia è il simbolo di questa giornata ed a raccontarla è stata la giornalista Francesca Stornante di Rtp Messina.
Ecco il link
Tra le priorità del sub commissario al risanamento Santi Trovato c’è l’anfiteatro di Camaro San Paolo. Nei giorni scorsi c’è stata una riunione con i progettisti che hanno illustrato il report dettagliato su quanto fatto finora. Il sub commissario ha dato ai tecnici il cronoprogramma entro il quale presentare sul tavolo carte, documenti e soluzioni in linea con quella che potrà essere l’effettivo intervento per arrivare all’apertura dell’anfiteatro, ma prima saranno eseguite nuove verifiche sia geologiche sia statiche.
Il risanamento va oltre la demolizione delle baraccopoli e l’assegnazione di nuovi alloggi. E’ anche restituire alla città le aree bonificate affinché vengano fruite pienamente. Per questo oltre agli spazi verdi ed ai parchi urbani l’ufficio del commissario al risanamento sta ipotizzando la realizzazione di impianti sportivi in alcune delle zone sbaraccate. palazzi o parchi dove sono state rase al suolo le baracche.
“La mia idea- spiega il sub commissario Santi Trovato- è quella di mettere a disposizione delle comunità, di ogni quartiere interessato allo sbaraccamento spazi sportivi da utilizzare per fini sociali. Su questo mi confronterò con il sindaco”.
Il link dell’articolo
Il sub commissario al risanamento delle baraccopoli di Messina Santi Trovato ha fatto il punto dei lavori in via Bonsignore intervistato da Silvia De Domenico di Tempostretto. E’ stato rimosso tutto l’amianto ed entro fine maggio le ruspe demoliranno le ultime baracche rimaste in piedi, restituendo così alla città un’altra area da poter utilizzare.
Di seguito l’intervista del sub commissario al risanamento Santi Trovato rilasciata al direttore di Voce di Popolo Giuseppe Bevacqua. Dai cantieri da completare alle case da assegnare fino agli obiettivi da portare al termine tutti i temi al centro dell’intervista.
Si continua a lavorare nelle case da ristrutturare, là dove sono necessari interventi di manutenzione e adeguamento. Al momento operai e imprese sono impegnati in oltre 25 appartamenti dislocati nelle diverse zone della città
Le immagini delle baraccopoli di Messina e quelle degli alloggi ultimati e destinati alle famiglie delle aree da risanare. Sono tutti appartamenti che rispondono a diverse tipologie e sono assegnati secondo criteri che tengono in considerazione il numero dei componenti del nucleo familiare.
Consegnati questa mattina i lavori per la riqualificazione ambientale di Salita Tremonti a Giostra. Nell’area sarà realizzato un parco con spazi attrezzati, percorsi pedonali, impianti per lo sport.
“Oggi è un giorno felice, è un altro passo importante verso il risanamento delle 80 baraccopoli che c’erano a Messina. Oggi ce ne sono meno di 65 e qui a Salita Tremonti c’erano 15 baracche. Alle famiglie che le abitavano abbiamo dato alloggi dignitosi e adesso il progetto di riqualificazione dell’area è l’ultimo tassello che completa un percorso complesso. Qui non ci sarà solo un parco, ma anche spazi per i giochi e per lo sport che in zone come questa sono fondamentali. Continuiamo a migliorare la città”. Così il sub commissario al risanamento delle baraccopoli di Messina Marcello Scurria ha commentato questa mattina la consegna dei lavori per la riqualificazione di Salita Tremonti a Giostra all’impresa Emma Lavori Coop.
Presenti alla consegna dei lavori la prefetta Cosima Di Stani, il sindaco Federico Basile, l’architetto Grazia Marullo coordinatrice del settore tecnico dell’ufficio commissariale, il vice sindaco Salvatore Mondello, il presidente di ArisMe Vincenzo La Cava, l’ingegnere capo del Genio Civile Santi Trovato (soggetto attuatore), l’architetto Elisa D’Arrigo (direttore dei lavori) e il presidente della V Municipalità Raffaele Verso.
Gli interventi interessano un’area di 4.400 mq per un importo al netto del ribasso d’asta di 809.434,65 euro e prevedono la realizzazione di spazi attrezzati, percorsi pedonali, implementazione delle aree a verde ed alberatura, lavori di sistemazione di carattere stradale. Nella zona centrale del parco sarà realizzata una zona ludica comprendente un mezzo campo da basket, un’area per ospitare attrezzature fitness ed un’area prato per la collocazione di attrezzature per il cardio training. Nella parte superiore saranno collocati due campi da bocce amatoriali mentre l’intera area è servita da percorsi pedonali. Previsti anche tre tracciati per la corsa: un percorso breve interno al parco, un percorso intermedio che segue il perimetro ed un percorso lungo che si estende fino al vicino Parco della Magnolia. L’intero intervento è caratterizzato dall’utilizzo di soluzioni attente alla compatibilità ecologica ed alla sostenibilità.
La durata della fase di cantiere è di 150 giorni.

Si lavora al Parco Magnolia di Giostra per restituire il bene alla città ma dai controlli effettuati sul terreno è emersa la presenza di sostanze inquinanti. In particolare le verifiche sullo strato superficiale hanno fatto scoprire la presenza di concentrazioni superiori alla soglia di attenzione di alcuni contaminanti quali piombo e composti appartenenti alla famiglia degli idrocarburi aromatici (IPA). Potrebbe essere la conseguenza di attività abusive condotte in passato nel sito, dal momento che gli IPA per lo più si generano dalla combustione di materiale organico, di olio combustibile, gas, carbone e legno. Con ogni probabilità nel terreno del parco sono stati bruciati materiali di vario genere e le sostanze sono ricadute sul suolo superficiale contaminando il primo strato. Si tratta di ipotesi e saranno necessari ulteriori approfondimenti come spiega il sub commissario per il risanamento delle baraccopoli di Messina Marcello Scurria che si è recato sul posto per un sopralluogo: “Qui al Parco Magnolia abbiamo lavorato con l’obiettivo di restituirlo alla città. Purtroppo durante la fase della verifica e approvazione del progetto esecutivo è emerso che nella parte superficiale ci sono sostanze inquinanti accumulate nel corso degli anni. Abbiamo già provveduto a presentare denuncia alle autorità competenti e stiamo mettendo in sicurezza il sito. Adesso si procederà con controlli a profondità superiori, due e tre metri, per verificare se ci sono situazioni analoghe. Se dovessero presentarsi sostanze inquinanti anche più in profondità dovremo procedere con la bonifica così come stiamo facendo a Fondo Saccà e Fondo Basile. Questo richiederà ulteriore tempo ma non ci fermiamo, andiamo avanti nell’azione di risanamento riqualificazione”.