Il Bollettino del 3 aprile 2026 della Struttura Commissariale guidata dal presidente della Regione Renato Schifani ed i cui uffici sono diretti dal sub commissario Santi Trovato fa il punto su Fondo Saccà, demolizioni Ex Lavatoio e baracca storica.
FONDO SACCA’
Completate le attività di bonifica a Fondo Saccà, dove saranno realizzati 44 alloggi destinati alle famiglie provenienti dagli ambiti di risanamento. A causa dell’altissima presenza di sostanze inquinanti, dell’ elevata estensione della contaminazione anche in profondità, i lavori di bonifica sono durati due anni. A gennaio 2026 l’Arpa ha approvato l’ultimo piano di analisi dei rischi e l’impresa Cericola ha completato i lavori di ripristino ambientale nell’area di 44 mila mq. Resta da costruire a protezione un muro al confine con il deposito dell’Azienda Siciliana Trasporti. A conclusione del collaudo parziale di Fondo Saccà, che adesso è bonificato dai veleni, la Struttura Commissariale consegnerà i lavori ad Invitalia, soggetto attuatore. Il progetto prevede l’utilizzo delle stesse tecnologie innovative applicate per Fondo Basile ( pannelli in X-LAM) con alti standard di sicurezza antisismica e di risparmio energetico. Anche le imprese impegnate nella costruzione delle case ecologiche saranno le stesse di Fondo Basile: Cosedil e Rubner Holzbau. In totale saranno 44 gli appartamenti (32 realizzati dalla Struttura Commissariale e 12 dal Comune di Messina).
“Così come a Fondo Basile, anche a Fondo Saccà la Struttura Commissariale è direttamente impegnata, insieme ad Invitalia nella costruzione di alloggi per il risanamento- spiega il sub commissario Santi Trovato- In entrambi i casi abbiamo deciso di adottare un modello di tipologie costruttive innovative, adottate in tutta Europa, che guardano al rispetto dell’ambiente. E’ un diverso modello di risanamento che va di pari passo con le attività di riqualificazione che stiamo realizzando nelle zone dove non è prevista nuova edificazione e del quale andiamo orgogliosi”.

DEMOLIZIONI EX LAVATOIO
Nel corso delle demolizioni dell’ex Lavatoio sono stati ritrovati, all’interno e persino nelle fondamenta di un edificio notevoli cumuli di rifiuti e amianto. L’impresa Cericola in seguito alle operazioni di ispezione e accesso ad un fabbricato interno all’area ex Lavatoio ha riscontrato la presenza nei locali dei vari piani di rifiuti indifferenziati, rifiuti solidi urbani e suppellettili. Inoltre, dopo un’ispezione nei locali al piano terra è stata riscontrata la presenza di una significativa quantità di rifiuti misti, nonché cumuli di materiale da demolizione contenenti presumibilmente amianto. I materiali peraltro risultano persino all’interno delle intercapedini delle travi rovesce del fabbricato configurando una potenziale criticità sia sotto il profilo ambientale che della sicurezza. Il responsabile del cantiere Daniele Picci, considerata la natura potenzialmente pericolosa dei materiali ritrovati ha inviato una nota al Genio Civile segnalando la problematica e richiedendo un sopralluogo per valutare lo stato dei luoghi e definire le modalità operative e di gestione dei rifiuti. In base a quanto emerso e documentato, il fabbricato è stato “trasformato” in una discarica abusiva dove nel corso dei mesi sono stati gettati diverse tipologie di rifiuti. La grande quantità di materiale trovato, oltre alla presenza di amianto, comporterà le necessarie procedure di bonifica e smaltimento e di conseguenza richiederà un allungamento dei tempi di demolizione rispetto al cronoprogramma individuato.
SCHEDA Ex Lavatoio- Curva S. Jachiddu
Impresa- Cericola
Area- Oltre 2 mila mq
Importo- 286 mila 993 euro
Soggetto attuatore- Genio Civile
Rup-Giacomo Amico

BARACCA ANNUNZIATA
Procedono a buon ritmo i lavori di restauro conservativo della storica baracca all’Annunziata. L’impresa sta procedendo con interventi di restauro per quelle parti originarie che pur in cattivo stato di conservazione possono ancora essere recuperate, mentre là dove non è possibile mantenere gli elementi originari si stanno sostituendo con altri uguali per forma, dimensioni e materiali. Tutti gli elementi che risultano successivi alla costruzione originaria nel post terremoto del 28 dicembre del 1908 sono stati rimossi. La baracca in legno, risalente al 1909 è una preziosa testimonianza storica delle strutture realizzate per dare ricovero alle famiglie rimaste senza casa. Nelle intenzioni originarie i baraccamenti in legno costruiti in quei mesi dovevano essere ripari provvisori ma sono rimasti in piedi per decenni. Nella baracca dell’Annunziata sono evidenti successive alterazioni e superfetazioni e l’obiettivo del restauro è riportarla ai suoi caratteri originari restituendole il valore storico e simbolico.
Impresa- Eurocostruzione snc di Oliveri
Rup arch. Danilo De Pasquale
Progettista e direttore lavori- arch. Dario La Fauci
Importo oltre 64 mila euro
